Le prostatiti : sintomi, cause, indagini diagnostiche e terapie.

Le prostatiti : sintomi, cause, indagini diagnostiche e terapie.

Per prostatite intendiamo una generica infiammazione della prostata. E’ una condizione molto comune, che può interessare qualsiasi età. La fascia più a rischio di sviluppare la prostatite è comunque quella compresa tra i 20 e i 40 anni di età. A differenza di altre malattie della prostata, come l’ipertrofia prostatica benigna o il tumore della prostata, la prostatite non è dunque tipica dell’età avanzata. Nell’anziano, l’insorgenza della prostatite può essere favorita dall’inserimento di cateteri urinari.

Per chiarire l’origine, la durata e l’intensità della prostatite, le varie forme vengono distinte in due grandi gruppi, quelle acute e quelle croniche. La prostatite acuta è spesso conseguente ad un’infezione batterica a carico della prostata. In questi casi, l’infiammazione si sviluppa rapidamente e presenta un decorso piuttosto breve. Per contro, i sintomi sono piuttosto intensi e insorgono in maniera brusca, improvvisa. Tra i sintomi tipici della prostatite acuta, segnalo la febbre elevata, brividi, lombalgia, minzioni frequenti, dolorose e difficili, e malessere generale. Le urine, inoltre, sono spesso torbide o presentano tracce di sangue. Infine, può essere presente dolore perineale, cioè nella zona compresa tra l’ano e la base del pene.
Si manifesta dunque improvvisamente ed i suoi sintomi sono piuttosto intensi, compaiono rapidamente e seguono un decorso breve. Grazie ad un trattamento adeguato, nella maggior parte dei casi si osserva un completo recupero. Quando però una prostatite acuta viene trascurata, può cronicizzare e trasformarsi in prostatite cronica. I sintomi sono più lievi rispetto alla forma acuta, ma persistono o si ripresentano più volte per un periodo prolungato, spesso superiore ai tre mesi. La prostatite cronica si manifesta con disturbi più sfumati rispetto alla forma acuta. Possono essere presenti dolore o bruciore durante la minzione, indolenzimento dell’area perineale, sovrapubica ed inguinale, fastidi ai testicoli e compromissione dello stato di salute generale. La febbre, se presente, è generalmente lieve. Occasionalmente inoltre, la prostatite, sia cronica che acuta, può manifestarsi anche con sintomi che interessano la sfera genitale. Si può così notare la presenza di sangue nello sperma e dolore durante i rapporti sessuali o l’eiaculazione. Si tratta in ogni caso di sintomi poco specifici, perché simili a quelli causati da altre malattie, come la cistite, i tumori della vescia, l’ingrossamento benigno della prostata ed i tumori prostatici. A complicare il quadro si aggiungono i casi in cui l’infiammazione della prostata si presenta in forma asintomatica. In questo caso, l’infiammazione non si accompagna a dolore o a particolari fastidi. Il paziente, sostanzialmente, non lamenta disturbi, quindi la diagnosi può essere ritardata o del tutto occasionale.

Le CAUSE che determinano l’insorgenza della prostatite sono molteplici e non sempre facili da identificare. Vediamo brevemente quelle principali. Anzitutto, l’infiammazione della prostata può dipendere da cause batteriche o comunque infettive. Come anticipato, la prostatite batterica acuta è spesso provocata da batteri provenienti dall’intestino come ad esempio la Escherichia coli. Scarsa igiene, difese immunitarie non adeguate, fattori comportamentali (come stress, fumo, alcol, squilibri dietetici e sedentarietà) rappresentano i fattori di rischio. Questi batteri possono risalire l’uretra e raggiungere la prostata. Spesso tale risalita è il risultato di rapporti sessuali non protetti, oppure della diffusione diretta di batteri dall’apparato urinario o genitale all’uretra. Altre volte la causa può essere un reflusso di urine. Raramente, i germi responsabili di prostatite vengono trasportati alla prostata per via ematica o linfatica da altri organi dell’organismo. La prostatite cronica è una infiammazione cronica che si instaura poichè i batteri sfuggono alla terapia antibiotica, e si annidano nella prostata agevolati dalla sua conformazione anatomica. La caratteristica più frequente della prostatite batterica cronica è che si accompagna a infezioni ricorrenti delle vie urinarie. I batteri ed altri agenti infettivi non sono però gli unici responsabili della prostatite. L’infiammazione della prostata può infatti insorgere anche per cause non infettive ed in tal caso si parla di prostatite non-batterica oppure di prostatite abatterica o di prostatosi. In tal caso, spesso non si riesce a identificare cause specifiche direttamente responsabili dell’infiammazione e i sintomi possono presentarsi, attenuarsi, regredire e poi ricomparire. Per spiegare il fenomeno della prostatite abatterica, si ipotizza l’intervento di più fattori predisponenti, come stress, ansia, disordini immunitari, malformazioni delle vie urinarie, stipsi od emorroidi, traumi professionali o sportivi e abitudini sessuali. Inoltre, un ruolo importante è sicuramente da attribuire allo stimolo irritativo dovuto a regimi alimentari non corretti e all’eccessiva assunzione di alcool.

Le prostatiti spesso si associano all’ipertrofia prostatica benigna. Infatti, l’ingrossamento della prostata, a causa dell’alterazione del flusso urinario e del ristagno di urine, può favorire l’insorgenza d’infezioni e processi infiammatori. Il recente inserimento di un catetere in vescica, immunodeficienze congenite od acquisite, la pratica di sforzi intensi a vescica piena, il diabete, la grave stitichezza, la prolungata eccitazione sessuale senza sfogo e la pratica di sport come il ciclismo o l’equitazione, completano il quadro dei fattori di rischio favorenti l’insorgenza della prostatite.

DIAGNOSI. Importante è procedere ad una accurata l’anamnesi, raccogliere dunque informazioni sulla storia clinica, sui sintomi percepiti, sulle condizioni generali di salute, sull’eventuale utilizzo di farmaci, sulle abitudini sessuali e così via. All’anamnesi segue una visita completa, comprendente l’esplorazione rettale per palpare la prostata e valutarne la consistenza con un dito attraverso la parete anteriore del retto. Nelle forme di prostatite acuta, la palpazione della ghiandola prostatica provoca uno spiccato dolore. L’esplorazione rettale permette inoltre di percepire l’eventuale ingrossamento della prostata o la presenza di adenomi. Un esame colturale delle urine (urinocoltura), dimostra la eventuale presenza di infezioni e di individuarne gli agenti responsabili. Allo stesso scopo possono essere eseguite analisi del liquido seminale (spermiocoltura) ed un tampone uretrale. Per quanto riguarda le analisi del sangue, è necessario considerare che le prostatiti, sia acute che croniche, possono causare un incremento significativo del PSA (noto anche Antigene Prostatico Specifico). Il parametro, tuttavia, ritorna in genere ai valori di base a guarigione avvenuta. Una semplice uroflussometria. Grazie all’analisi di una o più minzioni all’interno di uno speciale apparecchio che misura l’intensità del flusso urinario, aiuta a definire eventuali problemi di reflusso urinario. Per completare il quadro clinico, può essere eseguita un’ecografia prostatica meglio se per via trans-rettale. Nelle forme recidivanti e in quelle croniche, è infatti fondamentale escludere fattori di tipo ostruttivo che possono predisporre alla prostatite. Se necessario si potrà inoltre eseguire una  biopsia prostatica.

TERAPIA. Il trattamento dipende dal tipo di prostatite diagnosticata. Nei casi di prostatite non infettiva, in cui non c’è un’infezione e la causa è incerta, la terapia è ovviamente più difficile. In questi casi, la prostatite può essere gestita con analgesici ed anti-infiammatori, per mantenere sotto controllo la sintomatologia dolorosa. Inoltre, è possibile ricorrere a farmaci alfa-litici, utili per rilassare i muscoli prostatici e del collo della vescica, favorendo così un miglior deflusso delle urine. Quando invece la prostatite è causata da un’infezione batterica, la terapia si basa sull’uso di antibiotici, eventualmente associati ad anti-infiammatori. Gli antibiotici possono essere scelti in funzione dell’agente patogeno individuato mediante le analisi microbiologiche e l’antibiogramma, anche se spesso, data la gravità dei sintomi, si rimandano gli accertamenti a dopo la risoluzione del quadro acuto tramite antibiotici a largo spettro. Dopo aver completato un ciclo di antibiotici, verrà eseguito un altro esame delle urine per accertare l’avvenuta eradicazione del patogeno. Se il test risulterà positivo per la presenza di batteri, sarà quindi necessario un ulteriore ciclo di antibiotici. Per evitare recidive e fenomeni di resistenza batterica, è molto importante attenersi strettamente alle indicazioni mediche circa le dosi ed i tempi del trattamento. Nella prostatite cronica ed in quella abatterica, è utile inoltre adottare modifiche all’alimentazione, abolendo alcool e sostanze irritanti come spezie piccanti, cioccolata, caffè e dolcificanti artificiali e cercare di assumere adeguate quantità di liquidi e fibre, eventualmente supportati da lassativi se coesiste stipsi. Meglio inoltre evitate le attività fisiche che possono provocare traumi perineali, come, ad esempio, l’equitazione e il ciclismo.

Giuseppe Nicodemo
giunico@hotmail.com
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