Tutto quello che c’è da sapere sull’ infezione da HPV (Human Papilloma Virus).

Tutto quello che c’è da sapere sull’ infezione da HPV (Human Papilloma Virus).

Il papillomavirus è una delle più comuni malattie sessualmente trasmesse che può colpire a qualsiasi età tanto le donne quanto gli uomini, che nella maggior parte dei casi non sanno di esserne portatori. E’ stato classificato come il secondo agente patogeno responsabile di tumore nel mondo. Può causare il tumore della cervice uterina, ano, vagina, vulva, pene, cavità orale, faringee laringe.” Nonostante la maggior parte delle infezioni regredisca spontaneamente, in caso di persistenza e cronicizzazione, l’infezione può evolvere ne tempo in lesione precancerosa e tumore. 4 persone su 5 saranno infettate nel corso della loro vita, sia uomini che donne.

Esistono moltissimi tipi di questo virus che possono infettare la pelle o le mucose e che si differenziano per il loro contenuto di DNA.
I papillomavirus umani possono provocare due tipi distinti di disturbi:
forme proliferative maligne, come il cancro alla cervice uterina o il cancro del pene, dell’ano, della vulva e altre malattie più complesse.

• le verruche o i condilomi o anche dette “creste di gallo” per la loro forma, che sono proliferazioni benigne.

Si può rilevare la sua eventuale presenza con i test specifici per l’ HPV che ne ricercano il materiale genetico. Le lesioni genitali si possono diagnosticare con il Pap test, la colposcopia, la peniscopia, la eventuale biopsia,

Per la diagnosi precoce e la distruzione delle lesioni provocate da questo virus prima della degenerazione dell’alterazione delle cellule ove il virus risiede, è fondamentale lo screening periodico. Non sempre è indicato distruggere le lesioni provocate da questo virus, specie se piatte e non associate ad alterazioni delle cellule. I vari trattamenti (crioterapia, diatermocoagulazione, laserterapia) dei condilomi può apparentemente risolvere il problema, asportando le manifestazioni cliniche della malattia. Tuttavia spesso la biopsia rivela una persistenza dell’infezione, anche se non sono più evidenti le escrescenze. Esiste anche la possibilità di una regressione spontanea di queste lesioni. Il nostro sistema immunitario può difendersi in pochi mesi da una infezione da HPV, senza bisogno di dover intervenire con terapie distruttive. I virus oncogeni infatti esprimono la loro capacità di trasformare le cellule in cellule alterate solo quando l’equilibrio dell’ospite è disturbato. Ecco perché molte alterazioni cellulari causate dal papillomavirus scompaiono da sole senza bisogno di alcuna cura.
Altre volte invece le cellule alterate peggiorano nel giro di alcuni anni (eccezionalmente di pochi mesi). Raramente la gravità delle alterazioni progredisce fino a diventare un carcinoma.

Nel caso delle alterazioni delle cellule del Pap test, le lesioni di alto grado vengono asportate. È bene però ricordare che qualsiasi tipo di lesione da papillomavirus può sia persistere dopo il trattamento, sia recidivare in un tempo variabile. Le lesioni di basso grado possono tranquillamente essere “monitorate” nel tempo senza dover distruggere nulla, ma controllando periodicamente il loro stato. Ciò consente di evitare trattamenti invasivi su di un organo così importante come il collo dell’utero anche ai fini della gravidanza e del parto. 
Ad oggi nessuna terapia dà la garanzia assoluta che la malattia virale e quindi anche la sua eventuale trasformazione maligna non si ripresenti mai più. Meglio quindi, se e quando è possibile,  limitarsi ad un attento e regolare controllo dal proprio medico di fiducia.


PREVENIRE L’INFEZIONE DA  HPV.


Si trasmette attraverso i rapporti sessuali, durante contatti stretti tra pelle e pelle (non è necessaria la penetrazione, ed il preservativo può non proteggere), ed in genere non provoca disturbi. Si stima che per via non sessuale abbia una incidenza di circa il 5%. Il virus HPV si può trasmettere anche in tutte le comunità quali: caserme, collegi, convitti, luoghi di detenzione ecc., oppure in luoghi di promiscuità, quali piscine, palestre, bagni pubblici, in spiaggia ecc. Frequente la possibilità di trasmissione dell’ HPV mediante biancheria (es. asciugamani) o indumenti che siano venuti a contatto con persone infette. E’ difficile stabilire da chi si è contratta l’infezione: il papillomavirus può essere trasmesso dal proprio partner attuale o essere stato trasmesso da partners precedenti. L’incubazione può infatti andare da poche settimane a qualche anno. La trasmissione avviene anche con i rapporti anali e più raramente con quelli orali. Poiché il virus HPV non sopravvive al di fuori delle cellule, per il trasporto del virus è necessario che vi siano cellule vive, questo spiega perché è rara la trasmissione tramite oggetti a meno che su di essi non siano rimaste secrezioni mucose contenenti cellule vive ed infette dal virus. Con lo stesso meccanismo si può trasportare il virus da una parte all’altra del corpo o da un partner all’altro, con le dita. La massima incidenza si ha nelle persone di età compresa tra i 20 e i 40 anni. I condilomi crescono molto meglio all’interno dell’ano o della vagina, dove non sono facilmente visibili. Il maschio spesso funge da portatore apparentemente sano, molte persone possono non averli mai visti sul pene del partner ma ciononostante contrarre l’infezione. Oltre ad un’indubbia predisposizione genetica (non prevenibile), tutto ciò che sopprime le difese immunitarie può portare alla comparsa di un’infezione da papillomavirus o ad un peggioramento del grado delle lesioni.
E’ quindi di fondamentale importanza uno stile di vita sano. Smettere di fumare, fare esercizio fisico, evitare droghe ed alcool, limitare lo stress, mangiare sano, fare sesso sicuro contribuendo certamente ad aumentare le proprie difese immunitarie, possono interferire in varia misura con l’evoluzione della malattia, oltre ad essere validi anche per moltissime altre condizioni morbose. È ormai dimostrato che il fumo di sigaretta, interferendo con il sistema immunitario, può permettere al virus di instaurare un’infezione e di mantenerla. Droghe e alcool possono sopprimere le difese immunitarie. Una dieta povera di grassi e ricca di vitamine è sicuramente consigliabile, anche per la prevenzione di molte altre malattie. Lo stress può esaurire il sistema immunitario. Nella vita di oggi questo fattore è di difficile controllo, ma ogni sforzo deve essere intrapreso per cercare di limitarlo per quanto possibile.
Il numero di partners sessuali avuti nella vita, aumentano il rischio di sviluppare il cancro del collo dell’utero.
Il preservativo non protegge al 100% ma limita la possibilità di esporsi all’infezione (non solo del papillomavirus, ma anche di tutte le malattie a trasmissione sessuale, compreso l’ HIV).
Il virus è scarsamente resistente al di fuori del corpo umano e quindi non serve adottare particolari provvedimenti per la biancheria intima, oltre a quelli della normale igiene quotidiana. Combattere il virus ad ogni costo è meno efficace che controllarne l’evoluzione: il modo più sicuro per prevenire eventuali tumori associati alla presenza del papillomavirus nei soggetti predisposti è quello di eseguire regolarmente i controlli delle lesioni evidenziate. Non esistono particolari rischi ai fini di programmare una gravidanza nelle donne affette da questa infezione, se i controlli dedicati sono rassicuranti.

LA VACCINAZIONE  


Il vaccino contro l’HPV rappresenta una grande opportunità contro l’infezione da HPV sia nel maschio che nella donna. La vaccinazione contro il Papillomavirus può prevenire fino a quasi il 90% di tutti i tumori HPV-correlati in uomini e donne. Attraverso la vaccinazione contro l’HPV è possibile interrompere all’origine la catena che dall’infezione porta al tumore.

Nella lotta contro il cancro del collo dell’utero,  consente di proteggere da un tumore e dalle lesioni precancerose che lo precedono. E’ importante ricordare che il vaccino si affianca allo screening periodico e gratuito, raccomandato per le donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni, ma non lo sostituisce: il vaccino attuale è attivo contro il 70% dei virus associati al carcinoma uterino, ma per il restante 30% l’unica prevenzione resta il pap-test. Lo screening, insieme alla vaccinazione, è uno strumento utile a proteggersi. La cosa più importante è identificare in tempo le alterazioni provocate dal virus, che sono quelle che cerchiamo con il Pap test, in caso di test HPV positivo. Sia nei maschi che nelle donne un’età intorno ai 12 anni, prima dell’inizio dell’attività sessuale, è considerata ideale per eseguire il vaccino ed ottenere il massimo di risultato in termini di efficacia. Vaccinarsi è davvero semplice:

Somministrazione di due dosi a 0 e 6 mesi per soggetti fino a 14 anni.

Somministrazione di tre dosi a O, 2, 6 mesi per i soggetti dai 15 anni in poi.

LE LESIONI BENIGNE  :  I CONDILOMI 

I condilomi genitali sono causati dai papillomavirus genitali umani, molto diffusi nella popolazione sessualmente attiva sia maschile che femminile. Il papillomavirus genitale si trasmette attraverso contatto sessuale, il più sovente durante sesso vaginale e anale. Vi sono almeno 40 tipi diversi di papilloma genitale. La maggioranza delle persone sessualmente attive entra in contatto con il virus ad un dato momento della vita, anche se i più non se ne renderanno mai conto, perché il papillomavirus provoca raramente infezioni sintomatiche. Nella maggior parte dei casi il papillomavirus viene eliminato spontaneamente senza provocare problemi alla salute: si ritiene che il nostro sistema immunitario riesca quasi sempre a neutralizzare ed eliminare il virus in modo naturale. A volte però il papillomavirus non regredisce spontaneamente. Alcuni tipi in particolare provocano condilomi genitali. Altri tipi provocano il tumore della cervice uterina. Altri tipi causano tumori meno comuni come quello del pene. I tipi di papillomavirus che provocano tumori sono diversi da quelli che causano condilomi genitali. Non esistono cure per il papillomavirus, ma vi sono cure per le malattie che possono provocare, come i condilomi genitali. Spesso i condilomi genitali recidivano (si manifestano nuovamente dopo il trattamento), specialmente nei primi tre mesi dopo il completamento della cura. Il trattamento dei condilomi genitali non sempre riduce il rischio di trasmetterli. Anche dopo la cura è possibile trasmettere il papillomavirus genitale ad un partner sessuale. Non si sa per quanto tempo una persona rimane contagiosa dopo la cura del condiloma. Se non vengono trattati i condilomi genitali possono regredire spontaneamente, rimanere inalterati o aumentare di numero e dimensioni. I condilomi genitali non evolvono in forme tumorali nel tempo, anche se non sono curati. Qualsiasi donna che sia stata sessualmente attiva, che abbia avuto o no condilomi genitali, dovrebbe sottoporsi regolarmente al Pap test per lo screening del cancro alla cervice uterina. Questo perché una stessa persona può essere infettata da più tipi di papillomavirus alla volta. Se hai condilomi genitali è importante sottoporti allo screening per altre infezioni trasmesse sessualmente. Cosa è bene sapere , 
Per se stessi e per i(l) propri(o) partner, in caso di diagnosi positiva per papillomavirus genitale è importante sapere che:
• Non c’è modo di sapere per certo quando ti è stato trasmesso il papillomavirus a da chi. I condilomi genitali possono essere trasmessi da una persona che non ha nessun segno visibile dell’infezione. I condilomi possono comparire settimane, mesi o anni dopo il contagio, oppure non apparire mai.
• Partner che stanno insieme per un certo periodo tendono a trasmettersi il papillomavirus. Ciò significa che il(la) tuo(a) partner ha probabilmente già contratto il papillomavirus, anche se non mostra segni o sintomi di infezione. Non è chiaro il motivo per cui alcune persone contagiate da tipi di papillomavirus in grado di provocare condilomi li sviluppino effettivamente e altre persone no.
• L’uso del preservativo può ridurre il rischio di trasmettere il virus a condizione di essere usato sempre e in modo corretto. Ma il papillomavirus può infettare aree genitali che non sono protette dal preservativo, per cui la protezione può non essere totale.
• Non è chiaro se vi sia alcun beneficio nell’avvertire futuri partner sessuali di aver contratto condilomi genitali nel passato (una volta che siano stati curati). Questo perché non si sa se e per quanto tempo si rimanga contagiosi dopo il trattamento.




Bibliografia

AACR cancer progress report 2020.

Hartwig et al. Infectious Agents and Cancer (2017) 12:19. doi: 10.1186/s13027-017-0129-6.eCollection 2017,

Vaccino del Papillomavirus Umano 9-valente (ricombinante, adsorbito).

Portale Malattie Infettive Ministero della Salute, Papillomavirus umano (infezione da).

Ref: Portale Malattie infettive, Papillomavirus umano (infezione da). Disponibilę al link https://www.haiprenotatovero.it/

GISCI. Le 100 domande sull’HPV 2018.

Il vaccino è indicato per l’immunizzazione attiva di individui a partire da 9 anni di età contro i tipi di HPV 6, 11, 16, 18,31,33, 45, 52,58 e contro le seguenti patologie da virus del Papilloma Umano (Human Papilloma Virus, HPV): Lesioni pre-cancerose e cancri che colpiscono il collo dell’utero, la vulva, la vagina e l’ano causati dai sottotipi di HPV contenuti nel vaccino: condilomi genitali (Condyloma acuminata) causati da tipi specifici di HPV.

I numeri del cancro in Italia. AIOM, Airtum, 2021.

Giuseppe Nicodemo
giunico@hotmail.com