La Isterosalpingografia (ISG)

La Isterosalpingografia (ISG)

L’isterosalpingografia (ISG) è un’indagine radiologica che mira alla valutazione della morfologia uterina e della pervietà e conformazione tubarica. L’ISG non ha carattere funzionale, cioè non consente di valutare la funzionalità effettiva delle tube che potrebbero apparire regolari all’indagine isterosalpingografica pur non funzionando correttamente.

Tale esame viene praticato frequentemente nella diagnostica per la sterilità e viene impiegato anche per studiare la causa di aborti ripetuti.

Viene eseguito preferibilmente nella prima parte del ciclo (normalmente intorno al 10° giorno dall’inizio del flusso mestruale) per evitare che l’immissione del liquido di contrasto all’interno dell’utero possa interferire con una eventuale gravidanza in fase iniziale ed anche perchè in questa fase il collo uterino è più permittente. In alcuni casi potrà’ essere effettuata nei giorni successivi al 10° solo in caso di astensione dai rapporti sessuali per quel ciclo e previo test di gravidanza.

Durante l’esame la donna è posizionata come per eseguire una visita ginecologica. Uno speculum viene inserito in vagina per mantenere le pareti vaginali divaricate e consentire la visualizzazione delle cervice. La cervice viene normalmente detersa con un disinfettante. Viene poi posto sull’addome un apparecchio radiografico che consente allo specialista di verificare su un monitor il percorso del mezzo di contrasto radiopaco all’interno delle vie genitali; questo passa lentamente nell’utero e nelle tube di Falloppio attraverso il sottile catetere. Si ottengono così delle immagini radiografiche di tali strutture.

Nel documentare l’aspetto della cavità uterina, l’isterosalpingografia può evidenziare la presenza di fibromi sottomucosi che alterano la cavità stessa.

Se l’ostruzione è all’inizio della tuba (cioè vicino al punto in cui la tuba si attacca all’utero) l’intera tuba non è visualizzabile, mentre se è nella parte finale la tuba è visualizzabile ma il liquido non defluisce nella cavità uterina.

L’esame, oltre ad essere diagnostico, può avere valenza terapeutica: in alcuni casi infatti l’ostruzione tubarica può essere risolta grazie al passaggio del liquido di contrasto.
Tutto l’esame dura all’incirca 20 minuti.
Alcune donne presentano lievi effetti collaterali dopo aver eseguito una isterosalpingografia; questi non sono importanti e nella maggior parte dei casi scompaiono dopo qualche ora. Essi possono consistere in perdite vaginali poiché parte del fluido fuoriesce dall’utero, lieve sanguinamento vaginale, lievi dolori addominali.
Non può essere eseguita in presenza di una una infezione pelvica, se la donna è allergica al mezzo di contrasto utilizzato nella procedura o se presenta un consistente sanguinamento uterino. Alcune volte, a discrezione del ginecologo è consigliabile assumere prima e dopo l’esame una copertura profilattica antibiotica e/o degli antispastici.

Giuseppe Nicodemo
giunico@hotmail.com
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